Baglio Occhipinti

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Se fuori c’è la Sicilia, l’interno non può essere da meno. Questo deve avere pensato Fausta Occhipinti quando, nel 2009, ha iniziato a immaginare Baglio Occhipinti come un luogo fatto per restare e per scoprire se stessi in quanto parte di un tutto in grado di coniugare i millenari principi della sostenibilità architettonica locale con quelli contemporanei.

È l’idea di fondo di un’opera di famiglia quella che, nel segno di un connubio armonico tra eleganza, pragmatismo, naturalezza e affetto, ha guidato il recupero della proprietà nella campagna di Vittoria (RG), portandola all’attuale forma di country relais in perfetto equilibrio sul filo teso tra tipicità e futuro. Fausta, architetto e paesaggista che ha vissuto a Parigi e studiato a l’École nationale supérieure de paysage, allieva del famoso Gilles Clément (agronomo, biologo, scrittore, entomologo e paesaggista francese) ha ereditato dai genitori (padre architetto e madre esperta di antiquariato e arredamento), l’amore per il bello ed esaudito il grande desiderio di riportare allo splendore, ridandogli valore, un antico caseggiato di famiglia. Al Baglio l’anonima serialità di un arredamento standard sembra lontana anni luce dalla raffinata ricerca dei dettagli e dal gusto personalissimo dei mobili antichi di famiglia, delle sete dei cuscini, delle ceramiche di Caltagirone e ancora da argenterie, vasi, porta inchiostro, giummi, paralumi, portafotografie e quadri che impreziosiscono e donano un’anima unica alla struttura.

All’esterno i muretti a secco, l’orto, il frutteto, gli agrumi e i cespugli di erbe aromatiche partecipano a una concezione biologica e sostenibile del lusso che forse parte proprio dalla contemplazione di un paesaggio capace di ispirare una tregua necessaria tra l’ansia di sviluppo e la cultura rurale, producendo una ridefinizione del concetto di lusso, incentrato sulla restituzione del valore a materiali tradizionali, artigianalità e coerenza. La ceramica di Caltagirone, la pietra dei lavandini della cucina, le uve biologiche e la fermentazione spontanea: sono tutti elementi che si respirano in ogni angolo di un’antica fattoria fortificata da sempre legata alla produzione del vino, intrisa di storia e del profumo del mosto che si diffonde negli oltre dieci ettari di campagna ragusana, dove davvero i sogni diventano realtà, nel rispetto delle tradizioni locali e dell’ambiente con una rigorosa concezione plastic free e tramite l’utilizzo di energia verde ottenuta da pannelli fotovoltaici e solari.

Nel luminoso soggiorno, un signorile camino dialoga silenziosamente con mobili d’antiquariato e arredi che intrecciano tra loro una trama narrativa fatta di lino, cristalli e argento. Il cuore di una struttura solidissima, perimetrata da muri che misurano almeno 70 centimetri di spessore, è il palmento, con la vasca per la raccolta dei mosti, testimonianza potentissima di un passato rurale che genera meraviglia per la propria capacità di adattarsi alla nuova vita di un ambiente ricercato anche nei contrasti.
Iniziato con l’intento di restaurare una piccola parte del corpo principale da destinare all’attività dell’azienda vitivinicola di Arianna – la sorella di Fausta e icona siciliana dei vini naturali – il recupero ha poi preso la direzione dell’ospitalità, a cominciare dalla prima camera, oggi nota col nome di “Vigna”. Accessibile dal baglio e da un giardino privato incorniciato da una pergola di glicine e roselline rampicanti, la stanza – con pareti o faccia a vista e pavimento in cotto artigianale – è l’emblema dell’equilibrio che governa l’intera struttura e che si replica anche nelle altre soluzioni di pernottamento, tutte diverse tra loro ma tutte ugualmente figlie del recupero del fabbricato rurale. Ne sono un esempio la camera Botanica, con un bagno in malta cementizia bianca ravvivato nei colori dalle vecchie maioliche siciliane, o quelle denominate Pergola e Gelso, dove le scelte cromatiche e materiche attivano un dinamico gioco di richiami con l’esterno.
E a proposto di esterno, inserita in un progetto di giardino mediterraneo e depurata con il sale per ridurre l’uso del cloro, la piscina diventa uno specchio per la vanità degli agrumeti che ne circondano il bordo in pietra naturale. Realizzato, inutile dirlo, da maestranze locali.


Baglio Occhipinti
C.da Fossa di Lupo, 97019 Vittoria (RG)
Tel. 349 3944359
Email: info@bagliocchipinti.com
Sito web: http://bagliocchipinti.com

Imprese che hanno collaborato al cantiere:
Sansone Pavimenti cementine di recupero e malta cementizia
Pavimenti in cotto Fornace Fratelli Migliore
Enzo Inzirillo idraulica impianti idrici, termici di riscaldamento
GP impianti impianti elettrici allarmi
Gnf Srl opere edili
Iblea Legnami
Antichi lavandini in pietra antiquario Maurizio Trionfante Palermo
Letti e materassi Simmons
Arredi antichi di famiglia e in parte antiquario Maurizio Trionfante Palermo
Paralumi Perricone, piccolo artigiano di Palermo
Ceramiche di Caltagirone Alessi ceramiche antiche di famiglia
Rubinetteria Ritmonio, sanitari Flaminia
Box Doccia vetreria Giuseppe Fiore
Cucina Electrolux
Vivaio Spazio Verde
Fabbro Vito Gallo
Piscina Victoria Piscine

 
 
 
 

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